Come scegliere una lampada a LED

lampSe il nostro Ufficio Tecnico dovesse fare una classifica delle domande più ricevute, non uscirebbero dati statistici particolarmente interessanti, dato che la maggior parte della torta avrebbe un unico colore, legato al quesito che la quasi totalità dei nostri clienti – sia operanti nel settore che neofiti – ci pone: con quale lampada a LED posso sostituire una lampada a sodio?

In realtà, l’esperienza ci consente di rispondere facilmente che con il LED possiamo avere un risparmio di circa il 50% solamente grazie al tipo di tecnologia, dato che rappresenta la prima nella storia a non produrre luce dalla combustione, bensì dalla generazione di fotoni a seguito dell’attivazione di processi chimici.

Per anni sia nei capitolati che nel modo comune di parlare si è fatto riferimento alla potenza elettrica consumata – il Watt per intenderci – per identificare il tipo di lampada; questo perché fino al sodio ad alta pressione avevamo un proiettore in acciaio all’interno del quale veniva posizionata la lampada, proveniente da una delle principali ditte produttrici.
Tali lampade presentavano, se di qualità, una praticamente identica quantità di flusso luminoso – espresso in lumen – che solo in parte veniva influenzato dalla sagoma e dalle caratteristiche del corpo. Tali differenze incidevano in termini di pochi punti percentuali che non giustificavano da sole una differenza tra un produttore e un altro.

Questo modo di selezionare le lampade nasceva però da un’errore concettuale, ovvero quello di valutare non la caratteristica specificamente illuminotecnica – il flusso luminoso – bensì il consumo elettrico che gravava sull’impianto. Spesso si dimenticava inoltre che a tali valori bisognava aggiungere il consumo elettrico dell’alimentatore, che peggiorava almeno del 10% il bilancio energetico.

Per tanti anni è andata bene come consuetudine riferirsi a questa unità di misura, ma, giusto per fare un esempio, sarebbe come recarsi presso un negozio di elettrodomestici e indicare, quale caratteristica unica per la scelta di un televisore, il consumo che questo avrà una volta collegato alla parete. Creeremmo non poche difficoltà all’addetto del reparto…

lamp2A partire dal LED non è più possibile ragionare in termini di potenza, dato che paragonare lampade utilizzando solo questo riferimento porta inevitabilmente a non considerare tutta la ricerca e i miglioramenti tecnici sviluppati negli anni.
Cerchiamo di capire meglio.
Qualche anno fa i LED potevano non essere considerati dei buoni sostituti al sodio, dato che le efficienze che avevano non erano certamente paragonabili a quelle di oggi e il prezzo era ancora elevato. Giustificare un rientro nell’investimento in pochi anni non era facile, con una spesa iniziale alta e una curva dei risparmi non particolarmente ripida.
La ricerca e la diffusione di tale tecnologia ha però portato ad un abbassamento dei prezzi e, parallelamente, sono aumentate le efficienze, ovvero a parità di potenza il flusso generato è nettamente maggiore. In questo modo il rientro si può avere in tempi interessanti ed è per questo che a partire dagli ultimi anni si sta lavorando tanto per riqualificare tutti gli impianti di illuminazione.

Da questi ragionamenti si può comprendere come sia inutile ragionare per Watt consumati dalla lampada, dato che due corpi illuminanti di differente tecnologia e qualità potrebbero consumare la stessa quantità di energia, producendo però un differente flusso.
Capitolato alla mano, non dobbiamo cercare il consumo delle lampade, bensì il flusso necessario. Sarà da questo dato che potremo valutare la qualità dei differenti prodotti.
In realtà anche sul flusso ci sarebbe qualcosa da dire, dato che anch’esso rappresenta oggetto di confusione. Il flusso da analizzare, infatti, non è quello dei LED, bensì quello che fuoriesce dalla lampada. La luce generata all’interno della lampada subisce una serie di modifiche fisiche – legate principalmente alla riflessione e sovrapposizione all’interno della carcassa – ed è attenuata dalla presenza di una lente direzionale e dal vetro, che ha il compito di proteggere la componente elettronica.
La lente riveste un ruolo molto importante all’interno della lampada, dato che se ben progettata per la tipologia di ambiente, riesce a direzionare in maniera ottimale la distribuzione di luce, andando ad illuminare solo ove necessario.
Nel calcolo illuminotecnico si andrà a valutare come risultato proprio la luce giunta nelle aree oggetto d’esame, senza considerare quella dispersa all’interno della lampada o in altre aree non interessanti dell’ambiente.

02.jpgLa scelta della corretta lampada presenta dunque una difficoltà e necessita della giusta attenzione per garantire il risultato cercato. È questo il motivo per il quale si ricorre spesso al calcolo illuminotecnico, condotto da progettisti con la dovuta esperienza, che riesce a fornire le informazioni complete e aiuta a fare le giuste scelte.
Con il calcolo si può inoltre intervenire in caso di errore nella precedente (o spesso mancante) progettazione. Partendo dal requisito indicato da legge o da consuetudine è possibile con il LED ottimizzare più facilmente la quantità di luce incidente, riuscendo a consumare solamente lo stretto necessario. Le lampade, infatti, grazie alla presenza di una modularità – non possibile con il sodio – consentono di affinare bene la scelta del numero e del tipo di LED, non eccedendo in illuminazione non necessaria.

E tu, hai già avuto esperienza con il LED? Hai bisogno di maggiori informazioni o vuoi scoprire nuovi dettagli di questa nuova tecnologia? Contattaci, possiamo risolvere tutti i tuoi problemi di illuminazione esterna.